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Progetto: "Finale emilia: dante & il sisma"
Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR & MIBACT

Il Progetto

“Finale Emilia: Dante e il sisma” è un progetto didattico – audiovisivo dell’ITS I. Calvi e del Liceo Scientifico Statale “M. Morandi”finanziato da MIUR e MIBACT. Il progetto promuove la crescita e la cittadinanza attiva coniugando senso di appartenenza e identità comunitaria con competenze tecniche e abilità espressive legate all’utilizzo consapevole del linguaggio cinematografico e audiovisivo. Il soggetto del film documentario è un soggetto originale, pensato per raccontare la storia del territorio, le sue peculiarità e la straordinarietà della situazione in cui sono stati catapultati i suoi abitanti dopo le forti scosse di terremoto che si sono succedute dal 20 maggio 2012. Lo sfondo di riferimento di questo reportage sarà la Divina Commedia di Dante Alighieri.
L’IDEA
E’ il 2012. Finale Emilia, un piccolo centro dell’operosa Emilia viene sconvolto da un evento senza precedenti: sono da poco passate le 4:00 del mattino quando una violenta scossa di terremoto fa tremare la terra. In un istante, la routine consolidata di una comunità, tipica di tanti piccoli centri disseminati nella Penisola, viene sconvolta. E’ l’inferno: crollano le case, crollano le scuole, i monumenti. Passato, presente e futuro vengono cancellati da pochi, terribili, secondi. Le 15 mila anime del paese si riversano nelle strade con i primi vestiti che sono riusciti a recuperare, disorientate, incredule. Smarrite. La Torre dei Modenesi che scandiva i ritmi della piccola comunità da 800 anni, viene letteralmente spezzata a metà. E’ l’inizio della lunga sequenza sismica che passerà alla storia come il Terremoto dell’Emilia del 2012, che coinvolgerà ampie aree della pianura padana: non solo Emilia Romagna ma anche Veneto e Lombardia. Una lunga scia di eventi sismici che alla fine lascerà dietro di sè 27 morti. Da quel momento inizia una lenta discesa agli inferi per gli abitanti del “cratere sismico”: si vive per strada, nelle tendopoli, si va a scuola in prefabbricati di fronte alle scuole rese inagibili dalle scosse. La comunità è piegata ma non spezzata: inizia il calvario per Finale Emilia, Mirandola e tutti gli altri Comuni terremotati. Accanto a una crisi economica mondiale che non fa sconti nemmeno in queste zone, le imprese si rialzano e le persone tornano al lavoro, i primi edifici vengono riparati, le prime famiglie possono tornare finalmente a casa. E’ iniziato un percorso lento e difficile, ancora oggi non ultimato. Un percorso costellato di luci e ombre: la mano della Ndrangheta del clan Grande Aracri si insinua nella ricostruzione del territorio, arrivano le indagini e gli arresti che culmineranno nel maxi processo “AEMILIA”, che nella fase istruttoria appena conclusa vede alla sbarra 151 imputati per una richiesta complessiva di 1712 anni di carcere. Ma dalle macerie del terremoto ecco affiorare doni inaspettati del tempo, come le paradisiache ville rinascimentali oggi completamente ristrutturate, con le loro affascinanti architetture assurte a nuova vita. Dalle macerie emerge non solo memoria di una tradizione passata, ma un ritrovato slancio verso il futuro: sorgono nuove strutture, al servizio della collettività, biblioteche, palazzetti dello sport, auditorium. Edifici nuovi e funzionali, che ridisegnano e ridefiniscono il rapporto delle comunità con il territorio. Ma è ancora una volta grazie alle persone, al “capitale umano” di questo territorio, alla voglia e capacità di fronte all’emergenza che nascono tantissime occasioni di aggregazione; ed è in questo spirito che nasce un innovativo progetto musicale di inclusione, che coniuga la musica al riciclo di materiali che si trasformano in strumenti musicali, suonati da una banda che coinvolge persone di tutte le età, composta dai maestri delle scuole di musica del territorio, dai ragazzi diversamente abili e dagli aspiranti musicisti del futuro. E’ così che da quel diabolico terremoto nasce la banda Rulli Frulli, la banda che – come amano definirsi loro – “ suona più forte del terremoto”. Questa è la storia di Finale Emilia ma potrebbe essere la storia di decine, centinaia di paesi che dal baratro in cui era precipitata è riuscita faticosamente a risalire, fino a raggiungere mete insperate. Fino a riveder le stelle. Questo viaggio che attraversa quasi 10 anni di vita e di storia delle comunità terremotate sarà raccontato dall’obiettivo di quei ragazzi che hanno vissuto sulla propria pelle il cambiamento epocale dovuto all’evento sismico: trasformazione e ridefinizione degli spazi e dei rapporti interpersonali. Un’occasione per poter raccontare quelle storie di resilienza con il loro particolare punto di vista, per comprendere e raggiungere una maggiore consapevolezza del territorio in cui si vive, con tutti i limiti e le opportunità che esso ha da offrire ai giovani di oggi, adulti di domani. Come novelli Dante, o modesti Virgilio, i ragazzi ci accompagneranno in questo viaggio di risalita e di speranza, attraverso filmati, interviste e scorci di realtà affrontati con un punto di vista inedito rispetto alla narrazione mainstream a cui siamo abituati. Affidiamoci a loro, e facciamoci guidare attraverso questo racconto di drammaticità ma anche, e soprattutto, di speranza.